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27 Maggio 2026

DAL CALICE AL TERRITORIO: CONCLUSO IL PRIMO TOUR DI RES

L’enoturismo come leva di sviluppo: la Sardegna costruisce la sua rete territoriale del vino

Una settimana intensa di incontri, confronto e progettazione partecipata ha attraversato i territori del vino della Sardegna, dove amministratori pubblici, imprenditori, cantine, operatori turistici e stakeholder locali si sono ritrovati attorno a un obiettivo comune: costruire un modello regionale di enoturismo capace di valorizzare identità, paesaggi e comunità.

Si è concluso il percorso di formazione e animazione territoriale promosso dalla Rete Enoturismo Sardegna (RES) in collaborazione con la Fondazione ETS Centro Professionale Europeo Leonardo, un progetto pilota finanziato dall’Assessorato dell’Agricoltura della Regione Autonoma della Sardegna e dedicato alla costruzione di un modello organizzato di enoturismo per l’isola.

Non semplici appuntamenti tecnici, ma veri laboratori di sviluppo territoriale partecipato, costruiti per mettere in rete competenze, esperienze e visioni sul futuro del turismo esperienziale in Sardegna. Al centro del progetto vi è l’idea che il vino possa diventare molto più di un prodotto agricolo: uno strumento di racconto territoriale, identità culturale e crescita economica diffusa.

A guidare il progetto è Luigi Cau, presidente della Rete Enoturismo Sardegna (RES), promotore dell’iniziativa e principale animatore della rete regionale dedicata allo sviluppo dell’enoturismo. Il suo lavoro punta a creare connessioni stabili tra cantine, istituzioni, imprese locali e comunità, con l’obiettivo di costruire un sistema territoriale integrato capace di trasformare la Sardegna in una destinazione internazionale dell’enoturismo esperienziale.

Accanto alla dimensione strategica e associativa della RES, un ruolo centrale è stato svolto da Gianfranco Lai, direttore generale della Fondazione ETS Leonardo, che ha coordinato e gestito l’intera parte formativa e seminariale del progetto. Attraverso la Fondazione, Lai ha curato l’organizzazione dei seminari territoriali, le attività formative e il coinvolgimento degli operatori locali, sviluppando un percorso orientato alla crescita delle competenze, all’innovazione e alla costruzione di modelli territoriali sostenibili in cui ha spiccato la professionalità di Michele Salis, addetto stampa della Fondazione e di numerosi organismi tra i più rappresentativi dell’isola.

Formazione, territorio e sviluppo locale

Il percorso formativo curato dalla Fondazione Leonardo è nato con un obiettivo preciso: accompagnare il sistema vitivinicolo sardo nel passaggio da una logica centrata sul singolo prodotto a un modello territoriale basato su esperienza, relazione e identità locale.

Il ciclo di incontri si divide in due fasi. La prima si è svolta interamente online con due appuntamenti, entrambi dalle 17:00 alle 21:00: il 29 aprile e il 5 maggio. Durante queste sessioni si sono approfonditi i temi della progettazione dell’offerta, del marketing e, per la prima volta in questo ambito, dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale come strumento per migliorare il posizionamento sul mercato. La seconda fase ha previsto invece cinque seminari territoriali in presenza. Laboratori divisi tra mattina e sera in diverse aree dell’Isola: Sulcis, Nuorese, Goceano, Gallura e Ogliastra.

La rete RES punta infatti a costruire un sistema integrato capace di collegare cantine, strutture ricettive, produzioni locali, cultura, ambiente e tradizioni popolari. Sul sito ufficiale della rete verranno a breve promossi itinerari che coinvolgono decine di cantine distribuite in tutta l’isola, con l’obiettivo di accompagnare il visitatore lungo percorsi esperienziali che uniscono vino, ospitalità e paesaggio

L’iniziativa ha lavorato sul concetto di enoturismo come esperienza immersiva, capace di mettere in relazione vino, paesaggio, cultura, comunità e accoglienza. Un approccio che punta a trasformare il patrimonio produttivo, culturale ed enogastronomico della Sardegna in un’offerta riconoscibile e strutturata, capace di generare nuove opportunità per le imprese e per i territori.

Nel programma seminariale sono intervenuti anche esperti nazionali del settore del calibro di Fausto Faggioli, presidente di Albatros Rete ed EARTH Academy, e Luciano Donato Marino, presidente del gruppo ETN – Education and Training Network e di Axonforce, che hanno condiviso esperienze maturate in numerosi territori italiani ed europei, sottolineando come il futuro del turismo passi sempre più attraverso autenticità, qualità dell’accoglienza e relazioni umane.

La fase territoriale ha invece coinvolto oltre 100 partecipanti complessivi. L’ultimo degli appuntamenti si è svolto a Calangianus, dove il seminario dedicato alla “Creazione del Modello Enoturistico Territoriale” ha riunito operatori e istituzioni locali per discutere strategie condivise di valorizzazione del patrimonio vitivinicolo sardo.

Un percorso che guarda al Futuro

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: fare della Sardegna una delle principali destinazioni internazionali dell’enoturismo esperienziale, capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno e generare nuove economie territoriali per cantine, imprese locali e giovani professionisti.

Perché, come ribadito più volte durante i seminari, il vino non rappresenta soltanto una produzione d’eccellenza. È identità, memoria collettiva, cultura e comunità. Un patrimonio che può diventare motore di sviluppo sostenibile e nuova economia emozionale per tutta l’isola: dal calice al territorio, dal vino alle comunità.

E che potrà avere ulteriori sviluppi nelle Filiere del VINO&BEVERAGE e AGRIFOOD, delle quali la Fondazione ETS Leonardo di Cagliari è componente di ATS (associazioni temporanee di Scopo) finanziate dalla Regione Sardegna nell’ambito dell’Avviso della misura “F.I.L.O. Sardegna – Filiere Innovazione Lavoro Occupazione”, Deliberazione di Giunta Regionale n. 23/27 del 03.07.2024  e che – per inciso è anche capo fila della Filiera per il Servizi alla persona “Il filo di Ippocrate”, delle quali avrete ulteriori dettagli a breve dalle nostre vetrine social.

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